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Stime Ue: in Italia deficit in calo al 2,6% ma crescita ferma a +0,6%

Il verdetto ufficiale è in arrivo domani ed è positivo sui conti pubblici, meno su crescita e disoccupazione.

Il rapporto deficit/Pil dell’Italia nel 2015 scenderà al 2,6 per cento. È quanto prevede la Commissione europea nelle stime che saranno diffuse in mattinata. La nuova previsione indica un miglioramento dei conti di un decimale di punto rispetto al 2,7% indicato nelle previsioni di novembre. Il dato sui conti pubblici è il più importante perché la Commissione europea ha il potere di richiamare i Paesi che non rispettano il parametro del 3% e al tempo stesso può “premiare” chi resta sotto al 3% con maggiori margini di manovra sul fronte degli investimenti, sempre nel quadro del Patto di stabilità e di crescita. Dunque l’Italia dovrebbe restare comodamente dentro il tetto, stando almeno alle previsioni d’inizio anno.

Un giudizio sulla Finanziaria 2015, con la richiesta cifrata di riduzione del disavanzo, è atteso da parte di Bruxelles a fine mese o a inizio marzo.

Note più problematiche invece arrivano sul fronte della crescita. Il Pil italiano nel 2015 crescerà infatti solo dello 0,6% a quanto risulta al Sole 24 Ore, secondo le nuove previsioni della Commissione (stima invariata rispetto all’autunno). Tuttavia nel 2016 è prevista un’accelerazione a +1,3% da +1,1% previsto nel novembre scorso.

Ancora peggio il mercato del lavoro, con la stima del tasso di disoccupazione al 12,8%, in aumento di due decimi di punto rispetto alle previsioni di novembre(12,6%).

Le anticipazioni giungono nel giorno in cui il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha incontrato a Bruxelles tre commissari europei: Valdis Dombrovskis, vicepresidente dell’esecutivo Ue con delega all’euro, la responsabile alla Concorrenza, Margrethe Vestager, e il commissario ai Servizi finanziari, Jonathan Hill. L’incontro, spiega la portavoce dell’esecutivo Ue con delega agli Affari economici, «fa parte del regolare dialogo della Commissione con tutti gli Stati membri su temi economici e finanziari».
Fra i temi al centro dell’incontro, secondo quanto si apprende, c’è stata anche la riforma del settore bancario presentata dal governo, che prevede anche la trasformazione in società per azioni dei principali istituti di credito popolari. Con i tre commissari dell’esecutivo di Bruxelles Padoan ha parlato anche del livello delle sofferenze bancarie del sistema italiano e delle diverse opzioni che l’esecutivo sta esaminando.