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Compatibile con il diritto Ue lo sgravio di gruppo transfrontaliero previsto in Gb

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha, infatti, respinto oggi un ricorso della Commissione che aveva ritenuto troppo limitante la legislazione britannica che consente lo sgravio di gruppo transfrontaliero.

La possibilità concessa alle società di un gruppo di procedere, al loro interno, alla compensazione dei rispettivi utili e perdite, facendo così fiscalmente valere le perdite subite dalle società non residenti, era stata introdotta in Gran Bretagna nel 2006 a seguito della sentenza «Marks & Spencer» della Corte di Giustizia (sentenza della Corte, 13 dicembre 2005, causa C-446/03).

La Commissione si era rivolta alla Corte di giustizia europea ritenendo che le disposizioni britanniche a questo riguardo (contenute nel Cta,Corporation Tax Act, del 2010) producessero l’effetto di rendere quasi impossibile, per una società madre residente, di beneficiare dello sgravio di gruppo transfrontaliero. Alla società madre, insomma, si sarebbe concesso di far fiscalmente valere le perdite solo in due casi. Rilievi che la Corte ha definito, in un caso, «privi di pertinenza», e nell’altro «non provato nella veridicità» delle affermazioni.

Le disposizioni britanniche esigono a questo riguardo che la società non residente abbia esaurito le possibilità di far fiscalmente valere le perdite nel corso dell’esercizio fiscale durante il quale esse sono sorte nonché degli esercizi fiscali precedenti e che non sussista alcuna possibilità di farle fiscalmente valere nel corso degli esercizi fiscali futuri. Il Cta 2010 impone che si accerti se le perdite possano essere fatte fiscalmente valere nel corso degli esercizi futuri, con riferimento alla situazione esistente subito dopo la scadenza dell’esercizio fiscale nel corso del quale le perdite sono state subite.

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